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In ricordo di una persona cara...

In ricordo di una persona cara...

Questa storia parla di un uomo che ho avuto l'onore e il piacere di conoscere da bambino/adolescente. Fino a quando avevo 15 anni, andavo a trascorrere i mesi estivi a S. Lorenzo in Banale, un paese in provincia di Trento, ai piedi delle Dolomiti del Brenta. 

Questo posto mi porta alla mente un sacco di ricordi...

- le passeggiate ai pratoni di Nembia con Elvio, Bruno, mio fratello e Ringo (il lupo nero di Elvio che ci curava e ci proteggeva sempre);
- le passeggiate tra le Dolomiti di Brenta con i miei genitori, raggiungendo cime e rifugi in alta quota;
- le giocate al Campo Sportivo a calcio con gli amici estivi e le partite a mini golf;
- i miei nonni che ogni tanto venivano a curarci e a passare del tempo con noi;
- le ripetizioni di musica dai Frati Francescani di Ponte Arche (se ricordo bene), con quel frate che fumava un sigaro toscano che mi faceva venire l'acidità di stomaco di primo mattino, ma bravissimo nell'insegnare musica;
- le mie prime sciate ad Andalo nei mesi invernali, il Maestro Orazio, e la settimana passata senza riscaldamento e tutto ghiacciato per la forte nevicata e il black out;
- il mio triste incidente in bici contro una macchina, che mi rovinò per sempre il mio nasino e mi fece passare un mese in ospedale a Tione;
...

E poi mi ricorda la Famiglia Bosetti, proprietari della mansarda dove alloggiavamo. Una coppia simpaticissima, lui si chiamava Settimo, e la moglie Nella (famosissima per il suo spezzatino e lo strüdel, rigorosamente cucinato nella antica cucina a legna, e quel suo accento trentino che m'incantava quando diceva "Che Dio benedica la salute del so' popo come la so' fame!"). Hanno avuto ben 4 figli dalla loro unione: Bruno era il mio "amicone" col quale si faceva "banda", si costruivano le case sugli alberi e si fantasticava come i cow boys nel Far West con i nostri fucili che sparavano elastici. Poi Daniela, Almira, Giampiero e Marisa.

Ieri, sbirciando in Internet, mi è venuta voglia di cercare che fine avesse fatto Settimo e la sua famiglia, perché è dall'età di 15 anni che non li vedo più. Dopo l'Incidente, difatti, la mia famiglia decise di lasciare quella casetta... Sbirciando qua e la, trovo questo documento che vi allego, e scopro che Settimo e Nella sono mancati tempo fa, ma scopro anche l'incredibile storia di Settimo, che fino ad oggi era a me sconosciuta.

Vi allego lo scritto, così che possiate apprendere che vita dura abbia passato quest'uomo, e forse per questo motivo mi è rimasto impresso. Nella sua serafica calma, nelle sue divertenti battute e ironia, nascondeva un passato duro, difficile, che non ha di certo dimenticato. Questo passato ha fatto di lui un uomo che ha dato tanto alla sua comunità.

Trovo quindi giusto ricordarlo anche in questo modo, mettendo a conoscenza di tutti voi la sua incredibile storia.

Ogni tanto con i miei voli passo sopra S. Lorenzo in Banale, perché un filo sottile ancora mi lega a quei posti.

Ciao Settimo, ciao Nella... grazie per aver condiviso bei momenti insieme.
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