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Non fatevi fregare…
Luca

Non fatevi fregare…

Nonostante le migliaia di avvisaglie sui Social, di antivirus installati, di servizi in televisione e di comunicati delle Forze dell’Ordine, sono ancora migliaia coloro che si fanno letteralmente infinocchiare dalle truffe informatiche.  

Quanti amici e conoscenti che riportano frasi del tipo “Ho preso un virus, se vedete immagini porno nella mia bacheca non sono io!”, oppure persone che si vedono l’hard disk completamente formattato ed inutilizzabile per aver aperto una email fake e virulenta, o che condividono notizie e filmati dalla dubbia autenticità.  

Da tutto ciò, mi rendo conto che una gran parte degli utilizzatori di Internet non è ancora in grado di comprendere se un’email sia fasulla o meno.  

Di metodi ce ne sono a centinaia
. Ne elenco qualcuno di efficace.

1) Vi arriva un’email di “Banca Intesa” (uno dei tanti nomi che di solito è riportato in queste email fasulle), allertando che il vostro account o conto corrente è stato chiuso o sospeso, e di aprire il file allegato compilando i campi necessari per confermare la vostra identità. Ebbene, l’allegato (di solito “zippato”) contiene un worm, che s’installa non appena aprirete il file richiesto, e che cancellerà gran parte del vostro hard disk, o alla meno peggio lo infetterà con qualche virus. Il fatto che non abbiate un conto aperto in Banca Intesa dovrebbe farvi desistere subito dall’aprire questa email. Visto che generalmente le email che provengono da enti o da provider telefonici sono personalizzate (nel senso che scrivono il vostro nome e cognome per farsi riconoscere), nel caso o dubbio basta fare una semplice operazione per verificare se i link che si chiede vengano premuti per rispondere a domande specifiche in hypertesto sono più o meno sicuri.  Cliccate col pulsante destro del mouse sopra il link (senza attivarlo), copiate il link, aprite un browser o un file di testo e incollate il link. Se vedete che l’indirizzo Internet riportato non è inerente al mittente, è molto sicuro che quello sia un link dannoso per il vostro computer. Esempio: vi manda una email Banca Intesa chiedendo di cliccare sul link per riattivare la password del vostro conto corrente. Ammettendo che abbiate davvero un conto in Banca Intesa, se copiando il link viene fuori un indirizzo del tipo “http://www.pincopallo.com/password/…” è abbastanza chiaro che non si tratta di una email della Banca. Dico banca, ma potrebbe essere Poste.it, o Facebook, o qualsiasi altro nome.  

2) Parliamo di Social Networks. Non tutte le notizie, filmati commuoventi, messaggi di denuncia, richieste di aiuto per persone o animali da salvare, sono vere. Spesso sono tutti manipolati e riciclati, così da creare “like” e “condivisioni”, e dare modo ad altri di sapere che ci siete e carpire le vostre informazioni o interessi. Verificate sempre le notizie, andando in google e cercando eventuali riscontri, piuttosto che, come beoti, condividere notizie false solo per creare rumore. Esempio: il GIOMALE.IT non è il GIORNALE.IT. Il primo vi racconta palle, il secondo pure :-), ma per lo meno è una testata riconosciuta dall’Ordine dei Giornalisti. Molti filmati che provengono dalla Guerra sono falsi e manipolati. Si scrive che vengono da uno Stato che è ora in Guerra (come la Siria) ma magari quelle sono immagini di repertorio provenienti dall’Afghanistan o di un altro conflitto. Ma per far scalpore e per creare una comune opinione, sono state attribuite, secondo un fine dell’autore, ad altro. Come, per esempio, il famoso filmato del maestro di scuola in un paese arabo additato di essere un pedofilo dell’ISIS, quando invece era in una città bombardata a portare conforto ai bambini con doni e regali (e la bambina che piangeva era solo commossa dal regalo ricevuto, come si può notare dal filmato originale e senza tagli).  

3) I test che fate su facebook servono solo ed esclusivamente per carpire il vostro nominativo, i vostri dati e i dati dei vostri contatti. Questo per secondi fini. Vengono create così enormi banche dati, che potranno essere usate per vari scopi. Ogni volta che ne fate uno, potete andare nelle Impostazioni/Applicazioni di facebook e rimuovere i test o le applicazioni che si sono insediate senza che lo sapevate nel vostro profilo, continuando a spiare quel che fate e cosa condividete. Scommetto che ora andrete in facebook a ripulire il vostro account e ne troverete a centinaia…  

4)
Wikipedia non è una Bibbia. È sicuramente utile, ma dato che tutti possono mettere mano alle informazioni riportate, non è affidabile al 100%. Sono tanti i casi in cui molte informazioni non erano vere.  

Aprite gli occhi, ragionate con la vostra testa. Incrociate i dati facendo altre ricerche, e leggendo più fonti, prima di condividere qualcosa. Non fatevi fregare.
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