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Le "bufale" 3.0
Luca

Le "bufale" 3.0

Basta col condividere notizie palesemente false sui Social. Impariamo a riconoscerle e ad evitarle.

Ogni giorno vedo amici e conoscenti condividere un sacco di notizie false, dette "bufale".

Mi chiedo come sia possibile non riuscire a riconoscerle. Evidentemente per molti non è così scontato, e quindi ho pensato fosse utile farvi comprendere come riconoscerle al volo.

Diciamo innanzitutto che l'autore di gran parte di queste bufale è un tale Vincenzo Todaro, personaggio dalla discutibile moralità e scovato dalle Iene (link al servizio) che ha creato un certo numero di siti "fake" dal nome simile a testate giornalistiche vere (quindi ingannevole ai più), e diventato famoso per aver “inguaiato” Maurizio Gasparri con la disgustosa bufala ai danni di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo in cui sosteneva che avessero fatto sesso consenziente con i sequestratori. 

Qualche giorno fa, però, l'ha fatta grossa, condividendo una news ("Coppia lesbica picchia a morte un bambino") e modificandola (al suo solito) e mettendo la foto di una ragazza italiana che non centrava nulla con la notizia. La ragazza, ovviamente, l'ha denunciato.

Iniziamo a segnalare quali sono i siti più comuni e condivisi delle "fake news", in modo da farvi capire subito che tutti i contenuti che vengono pubblicati o condivisi da questi siti sono falsi:

- Catenaumana.com
- Ilgiornalenews.com
- Segretodistato.com
- Riscattonazionale.com
- Skytg24news.com
- TgCom24news.com
- Gazzetta24.com
- Messaggiero.com
- Repubblica24.com
- Mafiacapitale.info
- Attaccomirato.com
- Il Giomale.it


Il consiglio che vi voglio dare è quello di leggere SEMPRE la fonte delle notizie. Se non proviene da un organo di stampa famoso e riconosciuto, diffidate dal condividere.
Inoltre, qualsiasi news palesemente provocatoria, dai toni accesi e sensazionalistici, può essere fasulla. Leggetela quindi con attenzione e VERIFICATELA, andando altrove (o semplicemente su google) cercando altre news simili che ne confermino il contenuto.

Mi raccomando, evitiamo di far diventare ricchi i millantatori, perché con i vostri click e le vostre condivisioni, loro ci guadagnano e se la ridono alle vostre spalle.

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